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martedì 14 aprile 2015

Erbe spontanee: asfodelo o scraria

Finalmente con l'arrivo della primavera viene spontaneo fare delle passeggiate in campagna all'aria aperta, col calore dei primi raggi del sole sulla pelle del viso. La campagna sadalese in questo periodo è molto bella, il lungo freddo invernale è ormai passato, anche se molto spesso si fa risentire improvvisamente giusto per rimetterci di cattivo umore. Dicevo.........la campagna.......passeggiare ed assaporare la vastità dei luoghi, l'aria limpida e profumata di erbe, i colori accesi della vita che riprende. Tra questi territori e colori incontriamo nel nostro cammino le prime foglie allungate e a ciuffi che chi conosce sa immediatamente chiamare asfodelo detto comunemente a Sadali "scraria". Cresce spontaneo in quasi tutti i campi dell'altopiano, sui pendii rocciosi delle pareti della montagna........in terreni aridi e impoveriti dal pascolo.


 Una volta sviluppato l'apparato fogliare, la pianta emette uno stelo la cui lunghezza raggiunge tranquillamente i 60 cm., e via via che lo stelo si allunga,


 sulla sommità appare il primo abbozzo del fiore che si schiuderà regalandoci i suoi fiori bianco-rosa leggermente profumati.



 Ed ecco i lunghi voli delle api in cerca di nettare che paiono impazzite davanti a tanto ben di Dio. La loro abilità trasformerà il loro bottino in un ottimo miele con caratteristiche organolettiche uniche. 


Ma l'asfodelo è una pianta che può essere utilizzata anche diversamente come ad esempio per la cestineria.


 Sin da piccola quando vedevo le mie zie fare il pane e dolci  in casa notavo questi cesti con diverse misure e forme ma il materiale usato era sempre lo stesso ossia l'asfodelo. Non sapevo niente di questo magnifico lavoro dell'intreccio per la creazione dei cesti, finchè un giorno un caro amico di nome Dario mi illustrò un mondo nuovo in cui anche lui era venuto a conoscenza in occasione di una vacanza al mare. Vedendo una signora in Ogliastra lavorare l'asfodelo, incuriosito chiese di imparare e dopo varie insistenze e dubbi la signora decise di accontentarlo. La sua abilità di manifestò subito, la sua pazienza nel reperire il materiale ed ecco apparire i primi risultati. Andammo insieme a lui e la sua famiglia per i campi e lui tenne una lezione tutta per noi. 
Lo stelo viene raccolto in primavera prima della fioritura. Si elimina la fioritura e viene lasciato ad asciugare al sole per un paio di ore o più finchè non ha perso il liquido di vegetazione.



Successivamente lo stelo viene tagliato in due in senso verticale e nuovamente lasciato ad asciugare al sole. Subito dopo si sbuccia la corteccia e si separa l'esterno dall'interno. La pellicola esterna serve per cucire mentre l'interno serve per lo scheletro del cestino. Questo materiale può essere conservato per tanto tempo, infatti quando si decide di lavorarlo, basta rimettere tutto in ammollo prima di iniziare il lavoro. 




Per fare il foro necessario per far passare la corteccia dell'asfodelo, si usa un osso di costola di manzo opportunamente lavorato.






 Ed ecco il tondo e la lavorazione circolare


 Questa è la foto finale della giornata con Dario sua moglie Pinella ed il piccolo Dennis........ormai diventato un giovanotto!!!


Questi sono diversi link che potranno essere interessanti per coloro che vogliono approfondire l'argomento.