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mercoledì 28 gennaio 2015

Resoconto manifestazione Is foghidonis


Come è d'abitudine ormai , dopo lo svolgimento di una manifestazione, mi piace raccontare ciò che è stato, soprattutto con descrizioni ed immagini. Questa volta vi racconto di una delle manifestazioni che nel corso degli ultimi anni ha riscosso un buon successo: is foghidonis.

Voi tutti sapete il significato di questa manifestazione e non voglio dilungarmi ulteriormente, ma per coloro che non sono potuti venire a Sadali in questo inizio 2015, vorrei illustrarvi con particolari immagini ciò che è stato. La novità di quest'anno è stato il viaggio col trenino verde da Mandas a Sadali. Due carrozze a disposizione e considerando la stagione e la novità, possiamo considerarci più che soddisfatti anche se qualche posto non è stato coperto. Nei giorni precedenti numerosi volontari hanno raccolto la legna necessaria presso il cantiere forestale, per poi depositarla nel luogo scelto per l'evento. Tronchi e frasche hanno dato avvio alla costruzione della pira a cui è stato dato fuoco esattamente dopo la benedizione da parte del sacerdote.

video

I fuochi a Sadali sono stati numerosi, infatti è tradizione che ognuno nel proprio vicinato ne crei uno personale a cui partecipano liberamente amici parenti e vicini.
Il fuoco è magico, riscalda l'ambiente e il cuore delle persone ma come tutti sanno occorre stare a debita distanza!!!! La serata è stata per fortuna piuttosto buona, considerando che siamo a gennaio e soprattutto a Sadali, considerato uno dei paesi più freddi della Sardegna. Tutti i cinque sensi sono stati soddisfatti, gli occhi hanno potuto ammirare il fuoco, vedere le centinaia di turisti e curiosi che si adoperavano per  alimentare con la legna un fuoco enorme.

Col gusto si sono potuti assaporare i numerosi piatti offerti, come la polenta, carne di cinghiale, zuppe varie a base di legumi e carne di maiale, culurgiones fritti e sebadas, coccoette di patate e formaggio, il tutto innaffiato con abbondante vino nero e birra per i più esigenti. Non è stato neanche tralasciato il digestivo a base di liquori casalinghi. La musica ha allietato l'udito dei nostri ospiti e li ha resi partecipi di balli e canti.

L'aria era imperniata di profumo di resina di pino e leccio che ardeva nel grande fuoco. Col tatto si è stretta amicizia, si è salutato amici nuovi e lontani che in questa occasione si è ritrovati a condividere il rito ancestrale del fuoco.  Un fuoco che ha visto la maschera locale de S'urzu sfilare un po' selvaggia e piuttosto disordinata intorno alla caccia di qualche preda umana partecipe nello scherzo.







Le donne de su pimpirinponi hanno concluso il loro antico rito propiziatorio.


Il fuoco è magico dicevo prima e se poi si osservano le varie forme che esso può assumere,

ci viene da dire che è vivo ed ognuno di noi ci può trovare un'immagine nascosta bella o brutta a seconda del proprio stato............io direi affascinante!!!!!

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