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mercoledì 15 maggio 2013

Monumenti Aperti | Mulino ad acqua

Monumenti Aperti | Mulino

Mulino ad acqua




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Alla destra della maestosa cascata di San Valentino è sito il mulino ad acqua. Era il più grande, apparteneva alla famiglia nobile del paese ed è stato il centro di macinazione più importante della zona per ben 200 anni. Il tutto era comandato da una leva posta alla sinistra del mulino, girando la leva in senso orario si abbassava il sistema, venivano liberate le pale, diminuiva l'attrito tra le due pietre e le pale spinte dalla forza dell'acqua facevano girare la pietra di sopra contro quella di sotto che invece rimaneva fissa. Il grano veniva posto nella tramoggia (maiolu), la stessa quantità di grano che stava nella tramoggia era l'equivalente in farina che stava nel piano di legno. Il grano scendeva dal bocchettone, passava dal foro della pietra superiore e attraverso lo sfregamento delle pietre veniva macinato. La farina usciva dai bordi della mola depositandosi poi nel piano in legno. In base alla posizione della leva ottenevano la farina più grossa o quella più fine. Per permettere al custode del mulino di poter macinare grano 24 ore su 24 veniva utilizzata una campanella legata con una funicella che pendeva sul lato esterno della tramoggia, mentre nella parte interna alla funicella era legato un bastoncino in legno. Man mano che il grano scendeva anche la campanella scendeva, quando il grano finiva la campanella andava a sbattere sulla pietra che girava e avvisava il custode che il grano era finito. Per Sadali del periodo fu una innovazione economica rivoluzionaria, infatti con l'applicazione dei mulini ad acqua fu soppiantato il duro lavoro di macinazione dell'asinello e soprattutto si riuscì a sfruttare al meglio la grossa quantità d'acqua che sgorga nell'abitato.ad acqua